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| Restauro di beni storico-artistici |
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| Scritto da luisa | |
| martedì 03 giugno 2008 | |
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CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE BENI CULTURALI
AUTORIZZAZIONE CIVILE Lo Stato italiano esercita la tutela del patrimonio culturale di proprietà pubblica e privata ai sensi del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n.42 Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137. I beni culturali mobili e immobili di interesse religioso appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche sono pertanto sottoposti alla normativa statale in caso di interventi di diversa natura: demolizioni, spostamenti, smembramento di collezioni e l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali sono subordinati ad autorizzazione del soprintendente (art. 21).
AUTORIZZAZIONE CANONICA Per gli atti di straordinaria amministrazione per le persone giuridiche soggette all'Ordinario diocesano è prevista l'autorizzazione canonica. Sono atti di amministrazione straordinaria l'esecuzione di lavori di costruzione, ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo, straordinaria manutenzione di qualunque valore nonché ogni atto relativo a beni immobili o mobili di interesse, artistico, storico o culturale.
RESTAURO DI BENI STORICO ARTISTICI: SINTESI PRASSI AMMINISTRATIVA Di seguito si indica un promemoria che individua sinteticamente i passi necessari per una corretta procedura di restauro di un bene ecclesiastico. Il parroco detentore e responsabile del bene inoltra richiesta di sopralluogo alla Soprintendenza competente per verificare l’opportunità e le modalità complessive di un intervento di restauro del bene stesso.
-relazione sullo stato di fatto dell’opera
- progetto dettagliato con tempi e modi del lavoro (dati tecnici su materiali e modalità operative, eventuale trasferimento in laboratorio, assicurazione, ecc.)
- preventivo di spesa
- curriculum della ditta
e, sentiti gli uffici parrocchiali inerenti, individua la ditta esecutrice. Il parroco informa l’Ufficio diocesano per i beni culturali che inoltra richiesta di nulla osta al restauro alla competente Soprintendenza fornendo circostanziata documentazione.
L'Ufficio diocesano per i beni culturali segue le diverse fasi dell'iter e mantiene costanti rapporti con la Soprintendenza competente. |
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 03 giugno 2008 ) |
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